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EVENTI E MANIFESTAZIONI

Festa di San Luigi.

La "Festa Patronale di San Luigi" si svolge il fine-settimana successivo al 21 giugno sulla piazza centrale: in tre giorni si alternano sport, teatro, fiera, mostra d'arte e incontri gastronomici.

 

Polenta e Contessa.

"Polenta e Contessa" si svolge l'ultima domenica di marzo ed è una manifestazione popolare di carattere storico e gastronomico. Riprende la vecchia tradizione del carnevale con la grande abbuffata di polenta sulla piazza e immagina l'incontro della nostra Contessa con il popolo: partecipazione di figuranti in costumi d'epoca e animazione con i giochi della tradizione.

 

Festa del Santuario.

Accanto al tradizionale appuntamento religioso dedicato alla Madonna del Buon Consiglio, si svolge, comesempre, la festa popolare resa celebre anche dalle pagine de "La luna e i Falò" di Cesare Pavese; non a caso infatti, la tappa castiglionese del "Pavese Festival" avviene proprio sulla piazza di fronte al Santuario in frazione Balbi di Castiglione Tinella. Su questa piazza, Italo Brondolo, alla guida dell'Associazione Contessa, insieme al Comune ed alla Bottega del Vino Moscato ha definito il programma dell'evento che molto probabilmente segnerà anche l'inizio della vendemmia 2004

 

 

Prima che la Langa bassa si scontri con le ultime frange del Monferrato, nello sguardo alto appare Castiglione Tinella: “giochi di mura saldate alla terra che s’alzano al sopra dove solo è più cielo”. Il cuore di questo paese è profondo, è radice che scava nel tufo e pulsa sotto le dolci linee che ogni stagione dipinge di umore diverso. Panorami ammaglianti si inerpicano verso l’alta Langa o si distendono lungo le valli di Alba, Asti e del Monferrato. Paesaggi unici dove l’emozione, urtata, affiora tra vecchi scorci del tempo ed eleganti onde di un prezioso mare di terra. Colline care a Cesare Pavese che ha saputo coglierne il respiro, i profumi e i colori dell’anima. Il territorio di Castiglione Tinella è stato nei secoli teatro di guerre e di battaglie ; il suo nome è rimbalzato in Europa verso la fine del XIX secolo con le grazie della Contessa Virginia Oldoini, sposa del Conte Francesco Verasis Asinari di Castiglione e protagonista indiscussa della scena storica alla corte della dell’Imperatore Napoleone III. Il carattere forte e deciso della popolazione ha attraversato il tempo in una continua evoluzione sociale, agricola ed economica che si è definita con gli ultimi decenni in una realtà di alto livello qualitativo  soprattutto in campo vitivinicolo. Il Moscato d’Asti e l’Asti Spumante sono i due principali vini che sgorgano dalle vene di questa terra e che si versano ormai nei calici di tutto il mondo. La vendemmia di settembre offre ogni anno circa 70.000 quintali di uve moscato D.O.C.G. pari all’8% della produzione totale consentita. Castiglione Tinella è infatti, proporzionalmente, il Comune con la maggiore superficie vitata della Regione Piemonte. Si scopre così qual’è la veste che indossano queste colline: maglie di filari che si intersecano in giochi geometrici creando suggestivi disegni ed armoniosi spettacoli naturali. Vigne infinite che salgono e scendono rincorrendosi fluttuanti, tele di storia intrise della fatica e della tenacia dell’uomo che assorbono il colore, ogni sera, del sole al tramonto. Storia, tradizione e cultura si fondono in questo prezioso angolo magico di rara bellezza e luogo di culto per la civiltà eno-gastronomica mondiale.

Stemma: di rosso al castello d'oro, murato di nero, chiuso e finestrato nelle torri di due, di nero, merlato alla ghibellina di undici, cinque merli sul fastiglio, tre e tre sulle torri, posto a destra e alzato, accompagnato dal leone d'oro, posto a sinistra e abbassato. Ornamenti esteriori da Comune.

Gonfalone: drappo di giallo, riccamente ornato di ricami di argento e caricato dallo stemma del Comune di Castiglione TInella sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sraà ricoperta di velluto giallo, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravata con nastri tricolorati dai colori naionali frangiati d'argento.

Epoca di fondazione

Intorno all'anno 1000, quando si è costruito il castello di Castiglione ("Castellio ad Tinellam").

Data di istituzione del Comune.

La data di istituzione del Comune di Castiglione Tinella è sconosciuta, ma risulta già Comune nel periodo 1225-1255, epoca in cui risalgono gli Statuti consegnatici dal Marchese Bonifacio II. La prime delibere comunali sono del 1568.

 

Il percorso dei secoli.

Gli abitanti del Piemonte antico pare fossero etnicamente liguri, ma a loro volta provenienti dal più grande ceppo etnico dei "celti"; i castiglionesi sono quindi, come i francesi del centro-nord, di razza gallo-celtica e la nostra regione faceva parte di quella che Giulio Cesare chiamava Gallia Cisalpina. Fummo occupati dai romani fino al 476 d.C., dopodichè iniziarono le invasioni barbariche (Unni, Ostrogoti, Longobardi, Ungheri, Saraceni, ecc.) che durarono fino al 950 d.C. circa, quando fu il tempo di Aleramo, fondatore del Monferrato a cui Castiglione appartenne per 700-750anni. Esistono documenti che accertano in questo tempo la costruzione del nostro castello ("Castellio ad Tinellam") e quindi la nascita del paese ("Castelleone"). Il castello sorgeva dove c'è l'attuale chiesa parrocchiale e la grande piazza del concentrico, ad una altezza però superiore; questo era una "casaforte" di difesa con quattro torri circolari e fu distrutto quasi certamente dagli spagnoli intorno al 1637 in una delle tante (almeno venti) invasioni che subì Castiglione da parte di diversi eserciti italiani e stranieri.

Nel 1708 è la fine del Monferrato e arrivano i Savoia che portano come feudatari i Signori Verasis-Asinari conti di Costigliole: il paese avrà ottimi rapporti con questa casata alla cui storia è legata la famosa "Contessa di Castiglione". L'ultima invasione del nostro territorio sarà opera di Napoleone con la quale, nel 1801-2, il Piemonte viene annesso alla Francia e si dovrà adottare la lingua francese nei documenti ufficiali. Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, passiamo finalmente sotto la provincia di Cuneo.

Nei secoli quindi Castiglione è stato teatro di guerre e battaglie, ha conosciuto la miseria, la povertà e la violenza, ma il carattere forte e deciso della popolazione ha attraversato il tempo in una continua evoluzione sociale, agricola ed economica.

I manoscritti.

A Castiglione il primo manoscritto è un libro del Catasto datato 1550 circa; il secondo è la prima raccolta rilegata di delibere comunali che vanno dal 1568 al 1596 con il titolo: "Libro de li ordini che osuano nella università di Castiglione di Tinella"; è il libro degli ordinati, disegnato da Antonio Quazzolo. Di queste delibere ne esistono per almeno 10.000 pagine, con le quali si arriva fino a fine '800.
Tra i manoscritti spiccano gli Statuti; scritti in volgare (italiano), sono copia fedele, fatta attorno al 1635-40, degli antichi consegnatici dal Marchese Bonifacio II tra il 1225 ed il 1254.
Negli archivi esistono dei manifesti a stampa il più antico dei quali è esattamente del 1600; sono per lo più le grida, cioè gli ordini o i bandi del governo contro banditi, o altri comunicati.

QUATTRO PASSI

La Chiesa e il miracolo.

Il Santuario della Madonna del Buon Consiglio. Clicca per un ingrandimentoIl Santuario è dedicato alla Madonna del Buon Consiglio e sorge in frazione Balbi, a circa tre chilometri dal concentrico del paese. Il 25 aprile 1467 si dice sia avvenuta la traslazione del quadro della Madonna del Buon Consiglio da Genazzano, nei dintorni di Roma, ai Balbi di Castiglione Tinella e qui esposto in un pilone per la venerazione. Nel 1675, tra il 19 e il 26 aprile, avvenne il miracolo del dono della vista ad una giovane del luogo cieca dalla nascita (l'attuale festa del 26 aprile ricorda l'evento); questo episodio incrementò notevolmente il flusso di pellegrini a chiedere grazie o a renderle per miracoli e voti esauditi, come dimostrato dal gran numero di ex voto, superiore al migliaio. Il pilone restò tale fino al 1817 quando, in occasione di una tremenda siccità, si fece una processione di preghiera che terminò sotto la pioggia: per riconoscenza il pilone venne rifatto nuovo. Nel 1838 si costruì la prima chiesetta ma, aumentate sempre più la devozione e la folla, si iniziò la costruzione di una chiesa più grande, che è l'attuale, terminata nel 1857 circa. Fu successivamente riordinata e migliorata intorno al 1930.

Il Santuario è oggi meta di decine di pellegrinaggi all'anno, complice anche la bella posizione geografica

 CHIESA DI SANT'ANDREA.
Il 9 settembre 1923 il Vescovo Conte Mons. Re benedice la prima pietra nella costruzione del grandioso tempio voluto dall'arciprete Teologo Giovanni Borgna e progettato dall'ing. Giuseppe Gallo, vero artista del barocco piemontese. In questo stile viene disegnata la chiesa , e con la morte dell'ingegnere durante i lavori, l'opera sarà seguita dal figlio ing. Bartolomeo. Durante lo scavo delle fondamenta si trovò un antico muro di pietre fortemente cementate: esso non poteva che essere parte di fondamenta del castello. La chiesa verrà aperta al culto il 3 maggio 1931. Nel 1961 sorge anche il nuovo campanile e nel 1967 si costruisce il nuovo portale. Queste ultime opere sono volute dal rev. Don Angelo Borgna. All'interno si trova il coro, la sagrestia, l'altare, la balaustra e le tribune che appartenevano alla vecchia chiesa di S.Andrea. Accanto alla parrocchiale sorge la Casa canonica realizzata nel 1969-70 esattamente dove sorgeva la vecchia confraternita della SS. Trinità, ovvero dei Battuti.

 VECCHIA CHIESA DI SANT'ANDREA.
Questa costruzione da circa l'anno 1000 fino al 1500 è stata rifatta e ingrandita almeno due volte; così almeno dovrebbe essere, visto che dal 1500 in poi la sua durata media è stata di circa due secoli. Durante gli scavi di qualche decennio addietro si sono trovate molte ossa umane ed è perciò probabile che fino al 1500 si siano inumate molte salme nella sua cripta. Nel 1726 si iniziano i lavori di ricostruzione della chiesa, della sagrestia e del campanile. Nel 1729, a chiesa non ancora ultimata si richiede al Vescovo la benedizione; si costruiscono i "vasi sepolcrali", ossia i loculi sotto il pavimento per i preti, i nobili e i ricchi. Nel 1731 si costruisce il campanile; in Comune risulta che la consacrazione sia avvenuta nel 1732-33 ma sulla facciata della chiesa si legge 1756 forse motivata da successivi lavori. La chiesa è sconsacrata da moltissimi anni ed è ora utilizzata per scopi sociali.

Logo del Sei in Langa: Unione dei Comuni di Collina

«L'Unione dei Comuni è innanzitutto una unione di uomini.
La terra e le persone si avvicinano ad ascoltare umori e pensieri,
a sorridere insieme e a costruire, infine, un'unica storia».

 

Per informazioni:

Unione di Comuni Sei in Langa. Tel.: 0173 - 679812

Comune di Barbaresco Tel.:0173/635135

Comune di Camo

Tel:0141/840100

Comune di Castiglione Tinella Tel.: 0141/855102

Comune di Mango

 Tel.:0141/89127

Comune di Neive

Tel.: 0173/67110

Comune di Neviglie Tel.:0173/63018

La Contessa di Castiglione.

 

Michele Gordigiani ( 1830 - 1909 ) - Ritratto di Virginia Oldoini Verasis Asinari, 1862. Clicca per un ingrandimentoVirginia Oldoini Verasis nasce a Firenze il 22 marzo 1837 dalla Marchesa Isabella Lamporecchi e dal Marchese Filippo Oldoini di La Spezia. Appena giovinetta, all'età di diciassette anni, la bella Virginia, che tutti chiamano "Virginicchia" e poi semplicemente "Nicchia", va in sposa al Conte Francesco Verasis Asinari di Costigliole d'Asti e Castiglione Tinella, di dodici anni più anziano di lei. La coppia si trasferisce in Piemonte e vive per lo più a Torino dove nasce il loro figlio Giorgio. Ma la vita coniugale non fa per lei; la Contessa, considerata da tutti una delle donne più belle d'Europa, è molto più attratta dalla vita di corte e pare che perfino Re Vittorio Emanuele la circondi di attenzioni. Virginia è donna di mondo, abile nel districarsi tra feste e impegni politici e di lei si ricorda Camillo Benso Conte di Cavour che, al momento di convincere l'Imperatore di Francia Napoleone III a simpatizzare per la causa italiana, la invia a Parigi come "ambasciatrice" dell'Italia. A Parigi Virginia non tradisce le aspettative e svolge alla perfezione il suo compito; pare infatti che sia stata proprio lei a convincere l'Imperatore di Francia ad invitare anche l'Italia al trattato di pace dopo la guerra di Crimea, trattato in cui Cavour poté farsi ascoltare da una platea internazionale.
Insomma, il Re dei francesi fu travolto dallo splendore della nostra Contessa, la quale compirà il suo lavoro di "diplomatica particolare".

Virginia è bellissima: a Parigi la dicono alta, slanciata, con lunghi capelli biondi a spire, il viso delicatamente ovale, la bocca perfetta a volte atteggiata a sorrisi perlopiù tristi; la bella voce da contralto, armoniosa, lascia molti spazi a silenzi eloquenti che la rendono insondabilmente misteriosa. Gli occhi devono essere veramente straordinari: chi li descrive di un verde cupo e chi addirittura viola. Stupende le mani ed altrettanto la pelle bianca e delicata. Nessuno poté sfuggire, vedendola, ad un sentimento vivo ed involontario di ammirazione.
Dopo il periodo di massimo splendore arriva però anche quello della decadenza: diversi fatti tra il politico ed il mondano, la fanno cadere in disgrazia. Virginia vive gli ultimi anni della sua vita tra l'Italia e Parigi, dove muore il 28 novembre 1899.

La figura della Contessa fu quindi di rilievo in alcuni passi della nostra storia militare ma fu anche molto influente per il costume dell'epoca con le sue apparizioni e con il suo protagonismo. A Castiglione Tinella esiste una associazione turistico-culturale a lei intitolata e presto sarà realizzata una mostra fotografica permanente a lei dedicata.


PRODOTTI TIPICI

Le vigne del moscato.

Sono incantevoli i disegni delle vigne che ricoprono le colline di Castiglione Tinella. Un bellissimo ed unico spettacolo naturale che porta il pensiero anche verso gli uomini che da sempre si "aggrappano" a questa terra per coltivarla. La terra qui è per lo più composta da tufo leggero, chiaro, di tanto in tanto leggermente sabbioso, atto a trattenere la giusta umidità necessaria per la vite. Castiglione Tinella è inserito nel cuore della zona classica di produzione di uva Moscato d'Asti: ogni vendemmia ne offre circa 70.000 quintali!

Questa uva, che i nostri coltivatori chiamano in dialetto "Muscatel", dà origine a due vini: il Moscato d'Asti e l'Asti Spumante o semplicemente Asti, vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita tra i più importanti d'Italia e principale risorsa economica del nostro comune.

 

 

Perché il Moscato venga così fino e qualitativamente superiore nella nostra zona sembra sia merito soprattutto del terreno di queste colline: il tufo bianco (o tufo grigio) con giusta percentuale di argilla; il resto lo fa il clima e l'abbondante soleggiamento estivo che porta i grappoli a buon contenuto zuccherino acquisendo l'inconfondibile aroma muschiato.

Per la trasformazione dell'uva in vino, a Castiglione esistono numerose cantine che producono essenzialmente Moscato d'Asti e Asti Spumante: ogni anno, da qui partono 750-800.000 bottiglie di Moscato d'Asti destinate ai bicchieri di tutto il mondo, questo significa il 15-16% del mercato mondiale di questo vino! Naturalmente ogni cantina castiglionese ha nel suo "carnet" anche altri vini bianchi e rossi. L'Associazione Bottega del Vino Moscato raggruppa quattordici produttori e ha sede nel centro storico, presso i locali dell'Osteria Verderame, dove si possono trovare tutte le bottiglie dei soci. Le "Contessine" sono invece dei biscotti a base di nocciola creati dall'associazione stessa per accompagnare le degustazioni di Moscato arrivando a dolci ed uniche esaltazioni del palato.

 

 

segnalato da

Creazioni grafiche D.J.N Soft & Graphic Services - San Sebastiano da Po - djnsoft@yahoo.it

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